Watson è un sistema di intelligenza artificiale, in grado di rispondere a domande espresse in un linguaggio naturale, sviluppato all’interno del progetto DeepQA di IBM a cura del team di ricerca diretto da David Ferrucci. Il nome è stato scelto in onore del primo presidente dell’IBM Thomas J. Watson

Nel febbraio 2013, IBM ha annunciato che la prima applicazione commerciale del sistema software Watson sarà nella gestione delle decisioni nel trattamento del cancro ai polmoni al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center, in collaborazione con la compagnia di assicurazioni sanitarie WellPoint.
Watson è un sistema computerizzato in grado di rispondere a domande (Question answering computing system) costruito da IBM. IBM lo descrive come un’applicazione avanzata di elaborazione del linguaggio naturale, information retrieval, rappresentazione della conoscenza, ragionamento automatico, e tecnologie di apprendimento automatico nel campo dell'”open domain question answering” (letteralmente, risposte a domande a dominio aperto, cioè senza restrizioni sull’argomento) costruito sulla base di DeepQA, tecnologia IBM per la formulazione di ipotesi, raccolta massiva di controprove, analisi e scoring (capacità di raggiungere un obiettivo).

SOFTWARE

Watson utilizza il software della IBM DeepQA, e il framework Apache UIMA. Il sistema è stato programmato in diversi linguaggi, come Java, C++ e Prolog, e gira su un sistema SUSE Linux Enterprise Server 11 utilizzando Apache Hadoop come framework per il calcolo distribuito.

HARDWARE

Il sistema è ottimizzato per gestire il carico di lavoro richiesto per generare ipotesi, riconoscere la massima evidenza e analizzare dati, integrando processori POWER7 estremamente parallelizzati. Watson è composto da una griglia di novanta server IBM Power 750, ciascuno dei quali è equipaggiato con un processore POWER7 ad otto core da 3.5 GHz, con quattro threads per core. In totale, il sistema ha 2880 thread di processori POWER7, e 16 terabytes di RAM.
Secondo John Rennie, Watson può analizzare 500GB, equivalenti ad un milione di libri, ogni secondo. Il progettista e consulente IBM Tony Pearson ha stimato i costi dell’hardware di Watson in tre milioni di dollari. Tuttavia le sue prestazioni di 80 TeraFLOPs non sono sufficienti per farlo entrare nella lista dei Top 500 Supercomputers. Rennie ha spiegato anche che i dati per partecipare al gioco erano stati memorizzati nella RAM di Watson, dal momento che i dischi rigidi sarebbero risultati troppo lenti.

STORIA

Dopo la vittoria a scacchi di Deep Blue contro il campione Garry Kasparov nel 1997, IBM è rimasta a caccia di nuove sfide. Nel 2004, il responsabile delle ricerche di IBM, Charles Lickel, dopo una cena con i colleghi ha notato che nel ristorante dove avevano cenato vi era un profondo silenzio. Scoprì subito la causa: Ken Jennings era nel bel mezzo della sua 74ª partita a Jeopardy!, e praticamente l’intera utenza del ristorante era incollata davanti alla televisione, nel mezzo della cena, per seguire il campione. Intrigato dall’idea del quiz televisivo come possibile sfida per la IBM, Lickel ha parlato dell’idea, e nel 2005 il responsabile esecutivo delle ricerche IBM, Paul Horn ha scommesso sull’idea di Lickel, lanciando nel suo dipartimento l’idea di giocare a Jeopardy! con un sistema IBM. All’inizio, Horn ebbe difficoltà a trovare membri dello staff che volessero lanciarsi in una sfida ben più complicata rispetto al gioco degli scacchi, privo di parole, poi David Ferrucci accettò l’offerta. In una sfida organizzata dal governo degli Stati Uniti, il predecessore di Watson, un sistema chiamato Piquant, fu in grado di rispondere correttamente solo al 35% delle domande, e impiegava per ciascuna diversi minuti. Per vincere la sfida, Watson avrebbe dovuto rispondere in non più di pochi secondi e allo stesso tempo le domande poste dal quiz televisivo non si sarebbero più dovute ritenere impossibili da risolvere. Nei test iniziali effettuati nel 2006 da David Ferrucci, a Watson furono date 500 domande dalle precedenti edizioni del quiz televisivo. Mentre il miglior concorrente umano aveva dato le risposte in metà del tempo e aveva risposto correttamente al 95% dei quesiti, la prima versione di Watson riusciva solo a dare il 15% di risposte corrette. Durante il 2007, fu formato un team di 15 persone con l’obiettivo di risolvere il problema in un tempo compreso fra tre e cinque anni. Nel 2008, i ricercatori hanno dichiarato che Watson avrebbe potuto competere con i campioni umani di Jeopardy.

A febbraio del 2010 Watson poteva già battere i concorrenti di Jeopardy. Nonostante il sistema sia stato principalmente un lavoro della IBM, hanno collaborato studenti dal Rensselaer Polytechnic Institute, Carnegie Mellon University, University of Massachusetts Amherst, University of Southern California’s Information Sciences Institute, University of Texas at Austin, Massachusetts Institute of Technology e Università di Trento, così come studenti del New York Medical College.

Watson, nel febbraio 2011, ha partecipato a tre episodi del quiz televisivo Jeopardy!, sconfiggendo i suoi avversari umani, nell’unico scontro uomo-macchina della storia dello show. Nei tre episodi, trasmessi dal 14 al 16 febbraio, Watson ha sconfitto Brad Rutter, noto come il campione che ha vinto più denaro partecipando a Jeopardy!, e Ken Jennings, detentore del record di permanenza nello show. Watson ha costantemente surclassato i suoi avversari umani quanto a rapidità di prenotazione della risposta, ma ha avuto qualche difficoltà con alcune categorie di domande, specialmente quelle con indizi corti che contenevano poche parole. Per ogni indizio, le tre risposte più probabili di Watson venivano mostrate sullo schermo televisivo. Watson aveva accesso a 200 milioni di pagine di contenuti, strutturati e non, incluso il testo completo di Wikipedia, con un’occupazione di 4 terabytes di spazio disco,. Durante il gioco, Watson non era connesso a internet[4]. Watson ha ricevuto il primo premio di un milione di dollari, mentre Ken Jennings e Brad Rutter hanno ricevuto rispettivamente 300.000$ e 200.000$. Jennings e Rutter si sono impegnati a donare metà delle loro vincite in beneficenza, mentre IBM ha diviso le vincite di Watson tra due associazioni benefiche, World Community Grid e World Vision.
Il filosofo John Searle sostiene che Watson, nonostante le sue impressionanti capacità, non possa realmente pensare. Attingendo dal suo esperimento mentale della stanza cinese, Searle dichiara che Watson, come altri elaboratori computazionali, è capace solo di manipolare simboli, ma non ha la capacità di comprendere il significato di questi simboli.